Segnalazioni

Segnalazioni!

Buon pomeriggio miei lettori e lettrici!
Vi invito a dare un occhiata queste nuove uscite miste!

Senza Memoria
Di Federica D’Avola

Senza memoria - Federica D'Avola - copertina

Editore:Bookroad
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 21 maggio 2020
Pagine: 160 p., Brossura

  • EAN: 9788833220284

Trama: Tre esperimenti letali, tre soggetti senza nome, più di dieci giorni rinchiusi in camere blindate dentro un misterioso centro di ricerca. Uno strano gioco perverso e agghiacciante porterà i tre giovani protagonisti a commettere atrocità di ogni genere. Infatti, l’unico modo per salvarsi e trovare la via d’uscita pare essere uno: seguire le indicazioni di uno psicopatico senza identità che, spiandoli ventiquattro ore su ventiquattro, si divertirà a commissionar loro esercizi di abilità aberranti, obbligandoli a cucinare pietanze a base di interiora e a cibarsi di cadaveri.



 Il cuore iniziò a battere così forte da farmi star male, ero terrorizzato.
Mi misi seduto e sgranai gli occhi per scoprire la fonte
di quel rumore. Avevo tenuto per tutto il tempo la lampada
accesa perché mi sentivo troppo solo per stare nella penombra
e ne avevo paura: mi mancavano le luci forti della teca.
Il cigolio si faceva più forte e i cavi paralleli alla finestrella si
muovevano con esso. Non ci voleva un genio per capire a cosa
servissero, ma continuai ad aver paura lo stesso. Rimasi terrorizzato
anche quando un cesto di metallo, appeso al cavo più
vicino, si fermò davanti alla finestrella. Avevo capito il messaggio,
ma mi avvicinai cauto lo stesso.

Sangue Nero di Dyvina Sollena

TITOLO: Sangue Nero

AUTORE: Dyvina Sollena

GENERE: Romance/Paranormale

DATA DI PUBBLICAZIONE: 21/07/2020

PAGINE: 382

COSTO EBOOK: € 2,99 (Kindle Unlimided)

TRAMA:

“A volte ci si arrabbia quando si ha qualcosa da nascondere. E quando si ha qualcosa da nascondere significa che esistono dei segreti.”

Rebecca Janette Cross, Reb per gli amici, è una giornalista ambiziosa decisa a scovare quella notizia che le consentirà di scrivere un articolo sensazionale con il quale arrivare al successo nel suo campo, permettendole così di allontanarsi da Hazycreek che l’ha vista nascere.

Quando una notte si intrufolerà nella villa dei temuti Winterbourne, incontrerà l’oscuro e affascinante Sebastian, unico figlio maschio erede della potente famiglia. Il giovane uomo con la sua seducente bellezza e maestria nel non rispondere alle domande di Reb, riuscirà a spezzare tutte le certezze della ragazza su quello che credeva di conoscere dei suoi concittadini facendole iniziare un’estenuante battaglia con se stessa.

In bilico fra l’accecante, quanto inspiegabile, passione per Sebastian e la certezza che qualcosa di oscuratamene maligno si sta muovendo fra le persone di Hazycreek, Reb cercherà una risposta a tutte le sue domande che invece di trovare risoluzione, aumenteranno sempre più.

Una lotta tra corpo e mente, tra cuore e ragione, tra giusto e sbagliato che metterà alla prova le sue convinzioni e la sua tenacia nel risolvere il mistero della sua città.

E quando scoprirà la verità nascosta dietro a quei segreti, la vita di Rebecca non sarà più la stessa.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE:

Dyvina Sollena, nata a Venezia nel 1986, vive a Mestre assieme al compagno, al figlio e ai suoi tre gatti. Introversa e riservata ha scoperto la scrittura all’età di nove anni dalla quale non si è più allontanata. Ama il paranormale e i misteri, i miti e le leggende da cui trae ispirazione per raccontare le sue storie.

ESTRATTO

«Abbassa la voce, Rebecca.»

«Non mi dire cosa devo fare.»

«Dammi retta se vuoi uscire viva da questa casa. Fidati.»

Rebecca esitò, rimase in silenzio a riflettere.

Aveva i capelli arruffati, il volto pallido e ferito.

Piegai la testa di lato e continuai a guardarla lasciandomi sfuggire un mezzo sorriso. Mi piacevano le lentiggini che le ricoprivano il naso, la bocca carnosa seppur rovinata da quel livido.

Provai l’irrefrenabile impulso di baciarla, a modo mio.

«Cosa siete?» mi domandò all’improvviso riuscendo a distrarmi da quel chiodo fisso.

«Lo sai cosa siamo. Come ci chiamate a Hazycreek? Ah, sì: gli Assetati

Se solo sapessi tutto il resto.

Rebecca stava per scatenare una tempesta, la sua voglia di scoprire l’avrebbe portata in terreni proibiti, avrebbe dissotterrato verità diverse, bugie ingannevoli, segreti che era meglio lasciar sepolti, ma, in fondo, lei stessa ne era coinvolta, sebbene non lo sapesse ancora.

«Siete come i vampiri?» la sua domanda mi fece sollevare un sopracciglio.

Mi stava fissando, le gote arrossate e un curioso luccichio nello sguardo.

«Qualcosa del genere.»

«Vi nutrite con il sangue?»

Non avevo intenzione di subire un interrogatorio, la sua deformazione professionale prendeva sempre il sopravvento.

Era detestabile quando si comportava così. Dopotutto era una giornalista e aveva talento nel suo lavoro.

Ma non glielo avrei lasciato fare.

Se voleva delle risposte, doveva darmi qualcosa in cambio.

«Oh, no, Rebecca. Non è ancora il momento per le tue domande.»

Le sue labbra vibrarono, deglutì lentamente.

Un minuto di dolce eterna attesa.

«Lasciami andare via, Sebastian.»

Era una richiesta, una supplica, o forse qualcos’altro?

Ascoltai le sue parole spinte fuori con sacrificio mentre i suoi occhi si nutrivano di me, scrutavano la mia pelle sotto la vestaglia.

Mi piaceva quella sensazione, vederla mentre mi guardava con le guance arrossate. Lo sguardo lucido e imbarazzato. Il respiro veloce e le labbra torturate con impazienza dai denti. Sentivo il suo sangue fluire nelle zone più intime, il cuore pompare sempre più forte.

Mi voleva, mi voleva tanto quanto io desideravo lei.

A differenza sua però, io, non ero umano.

Lo sembravo e basta, perché di umanità in me ce n’era ben poca. Lei ancora non sapeva cosa aveva di fronte, nonostante avesse assistito alla mia mutazione. Davanti a lei vedeva un uomo, bello, affascinate ma possedevo una forza primordiale e avrei potuto ucciderla con un minimo gesto se non avessi fatto attenzione.

In verità ero un demone, governato da una bestia domata solo a metà.

Rebecca Janette Cross rappresentava il mio tallone d’Achille, la mia debolezza, difficile resistere al soffocante desiderio di averla.

«Potrei farlo…» mi avvicinai a lei con un movimento fluido, le passai un braccio attorno alla vita e la presi in braccio, «oppure potrei prenderti di peso e costringerti sul mio letto.»

La trasportai per poi adagiarla su di esso. Lei era immobile, lo sguardo vigile ma ugualmente confuso. La sovrastavo tra le lenzuola di seta color notte. Sollevai le sue braccia sopra la testa stringendola per i polsi.

Si irrigidì.

Mi abbassai su di lei sfiorandole l’orecchio, mi riempii i polmoni della sua fragranza.

«Potrei godere del tuo profumo», scesi lentamente lungo il collo, percepivo il suo fluido prezioso scorrere a pochi centimetri dalla mia bocca.

La sete mi seccava la gola.

Non potevo, c’erano delle regole.

Con la lingua le solleticai il collo fino all’incavo della spalla. «Oppure potrei assaporare la tua pelle…» un brivido di fuoco, una fantasia accecante. L’odore del suo sangue era troppo forte. La desiderai in modo sconsiderato.

La bestia che avevo dentro si agitava furiosa, affamata. Irrigidii i muscoli cercando di domarla, di resistere alla bramosia di impadronirmi della sua sostanza.

Non ci riuscii. 

Sentii il demonio strapparmi il petto e uscire con violenza.

I miei canini sfioravano la sua carne, avrei tanto voluto conficcarle quegli aghi sottili in profondità e bere la sua essenza fino a dissetarmene, «e perché no, magari assaggiare il tuo sangue.»

Le mie zanne si posarono sulla sua pelle diafana, fecero pressione con delicatezza.

«Sebastian?»

Mi ritrassi serrando le fauci e inspirai profondamente. Mi tirai su e la guardai in viso senza nascondere la mia seconda faccia.

«Potrei ucciderti in un battito di ciglia, Rebecca», la provocai con la voce distorta che mi faceva abbandonare ogni credibilità umana.

«E cosa stai aspettando? Non potrei impedirtelo», mi punzecchiò lei, non rinunciava mai al suo gioco di forza, anche se era spaventata.

«Non sfidare mai un predatore.»

«È questo ciò che siamo per voi? Delle prede?»

Non taceva, rispondeva sempre a tono, avrei voluto farla star zitta. Le lasciai un polso e le afferrai il mento. Avvicinai il viso al suo e la baciai sulla bocca. Leccai le sue labbra che sapevano di ferro e liquirizia, una fiammata mi percosse da dentro, il gusto del suo sangue era come ambrosia. Il sapore più delizioso che avessi mai incontrato. La voglia di averlo era impetuosa, mi stavo sforzando per non cedere alla sete. A quel desidero conturbante nel quale stavo affogando e che mi faceva boccheggiare pur di resistere.  

«Piccola ribelle, questa impertinenza sarà la tua condanna», le dissi liberandole anche l’altro braccio.

Rebecca si portò una mano alla bocca senza mai perdermi di vista, si sollevò avvicinando le ginocchia al petto.

«Che cosa vuoi da me?»

«Nulla, per adesso.»

Era una bugia, nel profondo non desideravo altro che farla mia, segnarla, marchiarla, legarla a me per l’eternità.

Era un’ossessione malata, un sogno perverso. Mi mandava in fiamme la testa. Togliendomi il fiato, privandomi del controllo.

Ma Rebecca non la potevo toccare, altre sì, ma non lei, e solo perché era una Cross.

Che dire!
Buon sabato!
Da volpe!

2 pensieri riguardo “Segnalazioni!

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