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Blog Tour ( Citazioni)”Settimo Giorno” di Luca Centi. Giveway!

Buongiorno!
Ecco alcune citazioni davvero carine di questo splendido libro.
Grazie alla Corte Editore, e grazie alla blogger che partecipano.

AUTORE:
Luca Centi è nato a L’Aquila nel 1985. Laureato in Culture per la Comunicazione, è un grande appassionato
di letteratura storica e fantastica. Per Piemme ha già pubblicato Il silenzio di Lenth e Il sogno della
bella addormentataIL SETTIMO GIORNO è il primo romanzo pubblicato con LA CORTE EDITORE

TRAMA:
Alexander è un sedicenne che da mesi è rinchiuso in un ospedale psichiatrico, ovvero da quando ha cominciato a vedere i primi “abomini”, come li chiama lui. Persino i genitori l’hanno abbandonato e solo Ella, la sua amica, continua a fargli visita di tanto in tanto. Alexander se ne sta sempre lontano dagli specchi. È infatti convinto che riflettano uno strano essere androgino dai lunghi capelli biondi e due paia di ali bianchissime. Le cose cambiano quando viene avvicinato da due strani medici dalle iridi scarlatte, uomini che vogliono sapere dove si trovi la “Porta” e quale sia il segreto della città di Acalia. Alexander riuscirà a salvarsi solo grazie all’aiuto di Helis, una ragazza spuntata dal nulla e di Ella, coinvolta suo malgrado nella fuga dall’ospedale psichiatrico. Alexander scoprirà presto di essere l’ultimo Veggente rimasto sulla Terra e di essere in pericolo. Ezechiel infatti, l’Arcangelo protettore dei Veggenti e dei Profeti, è sparito. Da allora tutti i suoi “figli” sono visibili agli occhi dei Demoni, bramosi di conoscere il futuro. Ma gli Angeli non possono permetterlo, per questo stanno “epurando” tutte le persone speciali. Con la morte. Compreso Alexander.
Riuscirà il ragazzo, con l’aiuto dei suoi nuovi amici, a salvarsi e a evitare l’Apocalisse?

Citazioni\ Estratti  :

Quando il sole illuminerà il Giorno della Fondazione,
L’Ingannatrice userà un figlio del Creatore
per infrangere il Potere dei Setti”

«La tua mente è pura quanto il cuore» mi disse l’Angelo, chinandosi su di me. Solo allora vidi i suoi lunghi capelli neri, le labbra carnose e i lineamenti così delicati da far arrossire la più casta delle vergini.

Mi trovavo in una locanda quella notte, oramai senza più una signora da servire, e le poche monete che avevo con me mi avrebbero a stento consentito di avere un tetto sopra la testa per un’altra notte ancora.

Ezechiel però non se ne curò. Disse che da allora in avanti sarebbe rimasto con me, per guidarmi nella Creazione, verso il destino più grande che un uomo avesse mai potuto desiderare.

Di nuovo temetti di essere impazzita, di nuovo ebbi paura che chiudendo gli occhi, anche solo per un istante, quella splendida visione sarebbe sparita.

Eppure non accadde.

Ezechiel mi fu davvero amico, mi stette davvero accanto. Mi diede monete per nutrirmi e amore per vivere, completezza per saziare la mente e speranza per placare i miei dubbi.

«Costruirai qui la tua città» disse, dopo che una notte mi ebbe condotto in volo in una immensa prateria. Io udivo a stento le sue parole, il cuore che mi batteva forte nel petto per la luce in cui ero stata avvolta e per la vicinanza con le stelle.

«Le darai il nome che più ti aggraderà e le permetterai di crescere come una madre permette al figlio di nutrirsi di lei e prosperare. Saranno molte le anime che salverai, che risparmierai dalla dannazione. Un luogo di purezza e perfezione. La tua nuova casa.»

Gli chiesi allora perché mi stesse aiutando, perché fosse disceso dal cielo solo per me, un’umile ancella senza una signora a guidare i suoi passi incerti o una famiglia a tenderle la mano nei momenti di bisogno.

«Perché sei un’anima speciale»

 

«E il loro non voler essere trovati scoraggia gli umani dall’avvicinarsi in questo luogo. Come diceva sempre il mio maestro, grandi Aure attirano grandi Aure.»

«Gli Occulti sono come calamite, si attirano a vicenda»

Immagine correlata

«Dove sei?» chiedo, guardando in tutte le direzioni.

«Sopra di te, testa vuota.»

Quando alzo lo sguardo, vedo che una creatura mi sta fissando a pochi centimetri dalla mia testa. È grande quanto il mio dito indice ed è vestita di bianco, anche se è difficile dirlo vista la luce candida che la circonda. I suoi capelli sono rossi, i piccoli occhi celesti.

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A presto.
VOLPE, E NON PERDETE LE ALTRE TAPPE!

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