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Blog tour : [Estratti.] “La piccola casa dei ricordi perduti” di Helen Pollard.

Buongiorno, miei lettori questo fine mese stiamo sfornando post  come pagnotte di pane caldo  stile  ” ti salutano i monti e le caprette ti faccio ciao.. ”
Smettiamola suvvia, ritorniamo a parlare di questo libro,ma sopratutto della mia tappa, alcuni estratti solo per voi.
Non dimenticate di spolliciare( Ormai siamo social) sia i libro che i blog partecipanti.

 

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Estratti :

 

Rupert scrollò il capo. «Sto cominciando a pensare di essere rimasto scapolo fino a cinquant’anni per una ragione. Forse sono destinato a stare da solo». Sventolò una mano, facendo cadere pezzi di impasto farinoso ai miei piedi. «E non lo sto dicendo per sembrarti melodrammatico. So essere egoista e voglio sempre fare a modo mio. Non è la qualità ideale per una relazione».

 

«Ti spiace se ti faccio una domanda personale?»

«Direi che siamo già scesi abbastanza sul personale. A questo punto sarebbe un po’ strano se mi facessi scrupoli. Vai pure».

«Gloria ha mai… Lo sai… Ci ha mai provato on te?».

Scoppiò a ridere di gusto. «Dimmi, cosa diavolo te l’avrebbe fatto pensare?».

Avevo il sospetto che fosse una domanda retorica, ma risposi comunque. «Quella donna era una gatta morta, Ryan. Se è andata dietro a Nathan, non riesco a immaginare neanche per un istante che abbia potuto ignorare un dio del sesso come te che lavorava nel suo giardino!».

Sogghignò. «Dio del sesso, eh? È questa l’idea che hai di me?».

Gli diedi uno schiaffo giocoso mentre diventavo rosso fuoco. «Stavo parlando dal punto di vista di Gloria».

Emmy,

non so dove tu ti trovi in questo momento. Dato che tutta la tua roba è ancora qui, posso solo presumere che tu sia ancora in Francia.

Ho pensato che fosse giusto farti sapere che ho rassegnato le dimissioni e che mi sono trasferito a lavorare a Londra. Ti contatterò per l’appartamento e il resto della mia roba quando le acque si saranno calmate.

Spero che tu stia bene.

Saluti,

Nathan

Non sapevo se ridere o piangere. Aveva pensato che fosse giusto farmelo sapere? Sperava che stessi bene? Saluti? Dopo cinque anni insieme, poteva essere più impersonale di così?

Il contenuto del biglietto fu assimilato dai miei neuroni spossati. Aveva lasciato il lavoro e si era trasferito a Londra. Com’era riuscito a trovare un altro lavoro tanto in fretta? Perché non gli era stato chiesto di dare un preavviso alla nostra azienda?

Vorrei poterti dire che è andata come in un film. Conosci il genere. L’eroina si erge fiera di sé, trasudando tutta la propria furia repressa. La soddisfazione del pubblico quando spedisce un vibrante ceffone in faccia al compagno. La drammatica ma dignitosa uscita di scena.

Credimi, non ci fu niente di dignitoso. L’unica cosa che feci fu restarmene lì a tremare, con la rabbia e l’adrenalina che mi scorrevano in corpo come cani rabbiosi, aprendo e chiudendo la bocca nel tentativo di trovare le parole. Anzi, una parola qualsiasi. Sarebbe bastato persino un banale sbuffo scandalizzato, invece tutto ciò che mi riuscì fu un patetico pigolio.

Questi sono solo frammenti che hanno toccato il mio cuoricino.
Continuate a seguire il blog tour!

Un bacio
Volpe!

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