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Halloween\ Samhain

Ora tu se lo vuoi canta la ballata con la zucca con noi….

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La tradizione di Halloween risale allo Samhain (sow-en), ovvero la celebrazione dell’anno nuovo presso l’antico popolo celtico.

Samhain, che tradotto significa “la fine dell’estate,” cadeva nel periodo alla fine di Ottobre, quando il cima diventava più freddo. L’arrivo di Samhain stabiliva quindi il cambiamento di stagione.
Secondo la tradizione Celtica i momenti di transizione tra due stati (come il cambio di stagione appunto) avevano particolari poteri magici. Samhain era il più grande ed importante momento di transizione dell’anno: portava cambiamento climatico e spostamento della popolazione.

I Celti credevano quindi che questo potente momento magico potesse aprire una sorta di connessione con il mondo dei morti, coloro cioè che avevano fatto esperienza dell’ultima transizione, quella tra la vita e la morte.
Si credeva infatti che durante il Samhain mondo dei vivi fosse in stretto contatto con quello dei morti, e che gli spiriti dei morti viaggiassero nuovamente sulla terra.
Molte delle attività svolte durante Samhain riguardavano proprio questa credenza ed oggi si sono sviluppate in vere e proprie tradizioni di Halloween.

 

La leggenda di Jack della Lanterna.

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La zucca intagliata che rappresenta l’icona fondamentale della festa di Halloween è conosciuta ormai in tutto il mondo. Pochi, però, sanno a cosa si riferisce esattamente. Per trovare una spiegazione, bisogna risalire a una vecchia leggenda della tradizione irlandese, quella che parla di quell’anima prava di nome Jack.

Costui, una vecchia canaglia ubriacona e taccagna, che lavorava come fabbro, si trovava ad arrancare faticosamente verso casa nella notte  pieno di birra scura fin sopra gli occhi. Ma ormai il suo fegato era allo stremo dopo tante fatiche alcoliche, e quella notte stessaun attacco di cirrosi epatica sarebbe stata la sua condanna.
La fortuna volle che il Diavolo  convincendolo a esaudire unultimo desiderio. Il Diavolo, che in questa storia non è malvagio come lo si descrive, accettò.

Jack chiese, come ultimo desiderio, di farsi un’ultima bevuta.

“Purtroppo”, disse al Signore delle Tenebre, “non mi ritrovo nel portafoglio neppure il becco di un penny. Pertanto, signor Diavolo, potrebbe trasformarsi in una moneta da sei penny, onde consentirmi quest’ultima bevuta?”.

Il Diavolo, che evidentemente quel giorno era di buon umore, decise di agevolare l’ubriacone, ma, non appena si trasformò in una moneta da sei penny, si trovò imprigionato dal furbo Jack, che lo infilò velocemnete nel suo portamonete, in compagnia d’un crocefisso d’argento.
Il Diavolo, scornato, se ne tornò da dov’era venuto, e Jack decise che in quell’anno avrebbe fatto di tutto per migliorare il proprio comportamento. Ma i suoi buoni propositi ben presto svanirono nel nulla e il fabbro ricominciò con la vita dissoluta: così l’anno a seguire, la notte di Ognissanti, si ritrovò ancora a dover affrontare il Diavolo.

Senta, signor Diavolo, non potrebbe aiutarmi a prendere quella mela lassù, all’estremità di quel ramo? Le sarei grato per tutta la vita…”, gli disse. Il Diavolo, non vedendoci possibilità d’imbroglio, annuì, e si mise sulle spalle di Jack, al fine di afferrare il pomo.

Nel tentativo di impietosire Jack, il Diavolo gli promise di lasciarlo in pace per dieci anni. Ma Jack rilanciò:

“Se la faccio scendere, signor Diavolo, lei mi deve promettere che non pretenderà mai più la mia anima”.

Siccome di andare in Paradiso proprio non era il caso, visti i suoi trascorsi goderecci, Jack si presentò alle porte dell’Inferno. Il Diavolo, a cui bruciavano ancore le umiliazioni inflitte dall’ubriacone, gli sbarrò la strada.

“Una promessa è una promessa”, disse furibondo, “pertanto, caro il mio Jack, vattene da qui: io non ti voglio.”

Jack si guardò indietro, e vide solo buio, sulla via che avrebbe dovuto ricondurlo a casa.

“Non mi può aiutare a trovare la strada, signor Diavolo?”

Il principe delle Tenebre, che era veramente un Signore, prese un tizzone infuocato dalla fornace eterna e glielo lanciò. Jack, che per qualche strana ragione aveva con se una grossa rapa, la intagliò e ci mise dentro il pezzo di carbone incandescente, per illuminarsi la strada.

Da allora, nella notte di Halloween, se aguzzate bene la vista, vedrete una fiammella che vaga nell’oscurità alla ricerca della strada per casa.
Quello è Jack O’Lantern, letteralmente Jack della Lanterna.

Continua…

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